Conviene veramente astenersi dal voto?

 

Beppe Grillo invita i cittadini italiani ad astenersi dal voto in occasione di elezioni politiche ed amministrative. Se esistesse già una struttura organizzativa alternativa alle attuali strutture governative ufficiali, mal funzionanti, io potrei essere d’accordo con lui e inviterei anch’io la gente a non andare a votare. Poiché, però, simili strutture alternative, al momento, esistono soltanto sulla carta (io so di sicuro che esistono nel mio libro “Una nuova filosofia per un mondo migliore”. Non conosco i progetti degli altri), mentre sul piano pratico non esiste ancora niente di simile, già realizzato e pronto a funzionare, se la gente si astenesse dal voto in una simile situazione, si verrebbe a creare un vuoto di potere che non darebbe adito alla realizzazione automatica della migliore forma di anarchia che si possa immaginare. Considerato che esistono migliaia di persone assetate di potere, pronte ad intervenire come avvoltoi, non appena se ne presenti l’occasione, anche a costo di combattere tra loro o ad uccidere numerose persone completamente estranee ai fatti, l’astensione dal voto non è proprio consigliabile, in un momento simile. È preferibile, invece, cercare di individuare quale potrebbe essere la soluzione che si possa inquadrare come il male minore e votare per la sua realizzazione.

 

Nel frattempo, però, dobbiamo impegnarci alla realizzazione di questa associazione di cui parlo nel mio libro e di cui accenno anche nel Settore politica del presente sito Internet.

In base al mio progetto, tale struttura dovrebbe avere la funzione di creare un progressivo cambiamento della forma di ordinamento sociale, dalla democrazia indiretta controllata dal popolo (principalmente mediante l’ostracismo dopo aver abolito l’immunità parlamentare e tutti i privilegi dei parlamentari), alla democrazia diretta, per giungere, infine, ad una forma di acrazia, forma di ordinamento sociale in cui il popolo amministra senza comandare, senza nessuna forma di costrizione, dove nessuno impone la propria volontà a qualcun altro, con minacce o altra forma di violenza.