La legge del più forte

 

Quando si hanno delle idee sbagliate, non serve cercare di imporle con la forza. Se sono sbagliate, non basta un atto di forza per farle diventare esatte.

Quando si è dalla parte del torto, perché si hanno delle idee, dei comportamenti o delle tendenze comportamentali sbagliate, è normale provare vergogna per gli errori commessi o che si stanno per commettere e cercare di porvi rimedio, evitando, nel frattempo, di renderli noti, per non fare brutte figure.

Ci sono, invece, alcune persone che, quando sono dalla parte del torto, anziché vergognarsene e cercare di evitare di renderlo noto, urlano per cercare di avere ragione ad ogni costo, imponendo comunque la propria “opinione”. Così facendo, non fanno altro che ottenere l’effetto contrario a quello desiderato: quello cioè di rendere nota la propria stupidità.

Molti di loro hanno delle reazioni emotive del tutto opposte al risultato che ottengono: più fanno figuracce, più si inorgogliscono; più ostentano la propria stupidità, più si sentono importanti.

 

Per far capire quanto la legge del più forte sia stupida, racconterò alcuni aneddoti assurdi.

 

Primo aneddoto.

Ci sono due litiganti: uno fisicamente debole ma intelligente, l’altro fisicamente forte ma stupido. Il primo sostiene che due più due fa quattro, il secondo sostiene che due più due fa cinque. Dopo un po’, il litigio degenera in rissa. Mentre stanno per venire alle mani, quello più stupido, essendo sostenitore della legge del più forte, propone di sfidarsi in lotta, alla fine della quale, il vincitore sarà quello che avrà ragione anche riguardo al motivo che ha scatenato il litigio. Il più debole non è d’accordo. Non vorrebbe nemmeno accettare la sfida, perché sa che la perderà e la considera una cosa inutile, stupida e pretestuosa. Ma non ha nessuna possibilità di far rispettare le proprie opinioni, perché il più forte impone sempre le sue. È lui che decide che la legge del più forte è la sola che conta, che la sfida deve essere fatta e che alla fine della lotta, colui che risulterà vincitore avrà ragione anche riguardo a quanto fa due più due. La lotta si svolge. Come era prevedibile, vince il più forte, che è anche il più stupido. Di conseguenza, il vincitore decreta la sua ragione e stabilisce che “due più due fa cinque”. E non si discute.

 

Secondo aneddoto.

Nell’epoca dei manicomi, un ricoverato, che prima di impazzire era stato un grande astrofisico, decide di sfidare il suo psichiatra, per dimostrargli di essere guarito e di non avere più bisogno delle sue cure e di poter lasciare definitivamente quel posto. Per sfidarlo, organizza tre convegni all’interno del manicomio. Il primo convegno serve per dimostrare che il pianeta Terra non è sferico ma è a forma di disco, un enorme disco piatto sospeso nello spazio. Riesce a convincere la maggior parte dei ricoverati a convergere sulla sua opinione. Nel giorno del convegno, l’ex scienziato espone la sua tesi. Alla fine dell’esposizione, lascia parlare chi vuole intervenire. Lo psichiatra e due ricoverati dichiarano di non essere d’accordo e di ritenere che la Terra sia sferica. Infine, si arriva alla votazione. Cinquantotto ricoverati votano a favore della tesi dell’ex scienziato. Tre votano contro, compreso il medico. Cinque si astengono dal voto. Uno perché non è convinto, un altro perché non ha voglia di sforzarsi a pensare, gli altri tre perché sono completamente fuori di sé, in totale alienazione mentale. La proposta dell’ex scienziato, quindi, stravince, a grande maggioranza. Perciò egli si sente in pieno diritto di sostenere di avere ragione. In base ai principi della democrazia e in base alla legge del più forte, essendo sostenuto dalla maggioranza e, poiché l’unione fa la forza, la sua proposta è quella esatta. Il secondo convegno serve per dimostrare che la guerra è giusta. Il terzo convegno per dimostrare che la punizione può essere meritata e che in alcuni casi può essere ammessa perfino la pena di morte. In tutti e tre i convegni l’ex scienziato è risultato vincitore. Così può dimostrare di avere ragione su tutti e tre i punti, di non essere matto e di poter uscire dal manicomio. Volendo portare avanti questo tipo di ragionamento, si potrebbe arrivare addirittura alla conclusione che i veri matti sono quelli che non danno ragione a lui, compreso, quindi, anche lo psichiatra.

 

Molti uomini politici, trovandosi dalla parte del torto, cercano di imporre stupidamente la propria opinione sbagliata, anziché tacere per la vergogna e cercare di correggere i propri errori. Tra questi, ce ne sono alcuni che arrivano addirittura ad uccidere coloro che considerano propri avversari. Nel passato, tra questi abbiamo avuto dittatori come Nerone, poi, Hitler, Stalin, ed altri. Anche tra i politici contemporanei, non mancano casi simili a quelli sopra descritti, nemmeno nei governi definiti, a torto o a ragione, “democratici”.

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