Simbiosi e parassitismo

 

Esistono esseri viventi che vivono in simbiosi con altri, rendendosi loro utili e ricevendo da loro beneficio. Ne esistono altri che si comportano da parassiti, i quali si nutrono di sangue o di tessuto organico di un altro essere, danneggiandolo, in alcuni casi, sino a condurlo alla morte. Tra gli esseri che vivono in simbiosi con altri e i parassiti, sono avvantaggiati i primi, perché contribuiscono a far stare meglio l’essere da cui traggono vantaggio e a farlo vivere più a lungo. In tal modo, anche il beneficio che ne traggono è di lunga durata. I parassiti, invece, danneggiando l’organismo di cui si nutrono, instaurano una lotta nei suoi confronti. Di conseguenza, questi, per difendersi, tende a distruggere il parassita. E comunque, anche se l’organismo ospitante non dovesse riuscire a distruggere il parassita, in molti casi viene danneggiato fino alla morte, determinando, quindi, la morte del parassita stesso. Esistono, quindi, vari gradi di parassitismo, più o meno moderati o estremi. Il massimo grado di parassitismo appartiene al cancro, il quale, in modo inconsapevolmente ed estremamente autolesionistico, si rivolta contro l’organismo di cui fa parte, sino ad ucciderlo, provocando, di conseguenza, la propria morte.

Il comportamento del cancro somiglia a quello dei parassiti, ma è molto più autolesionistico. Le cellule cancerose sono, infatti, delle cellule che, ad un certo momento, cessano di collaborare con l’organismo di cui fanno parte e da cui traggono nutrimento e giovamento, per rivoltarsi contro. È ovvio che, a lungo andare, dopo che avranno finito di distruggere l’organismo di cui fanno parte, sino ad ucciderlo, rimarranno senza nutrimento e moriranno anche loro.

I despoti somigliano molto a dei grossi cancri, mostruosamente cattivi e potenti. Sono tanto cattivi quanto ignoranti, come tutti gli egoisti.

Gli egoisti, infatti, sono dei grandissimi ignoranti, perché sono convinti di poter trarre vantaggi personali dal danno altrui. Non sanno, invece, che il danno che si arreca ad altri ricade sempre su chi lo provoca. Chi inquina l’ambiente, credendo di poter trarre guadagni facili ai danni di chi lo abita, non sa che prima o poi quell’inquinamento arriverà a danneggiare anche se stesso. Inoltre, non potrà sfuggire alla condanna morale di chi è al corrente di ciò che ha fatto e lo giudica male. Certe persone che hanno rubato denaro pubblico o che si sono comportate male e sono state scoperte e giudicate male da milioni di persone, non dovrebbero avere il coraggio di uscire da casa per la vergogna. Qualcuno, al loro posto, potrebbe arrivare addirittura a suicidarsi per la vergogna. C’è, invece, chi se ne infischia altamente e continua sfacciatamente a comportarsi male, sfruttando il prossimo, senza temere minimamente il giudizio del pubblico che segue ogni sua mossa.

Se vogliamo combattere contro tali ingiustizie e cercare di cambiare il sistema, non basta schierarci da una parte e combattere contro un’altra.

La costituzione delle associazioni o società serve per acquistare la forza numerica, per lottare uniti per un obiettivo comune.

Se, nell’umanità, si costituiscono tante piccole società contrapposte, che non hanno un obiettivo comune, ma che lottano tra di loro danneggiandosi a vicenda, non è vantaggioso per nessuno.

Se lo scopo per cui si costituisce una società è quello di trarre il massimo vantaggio da tale forma associativa, per cercare di stare tutti meglio, allora bisogna non essere divisi e contrapposti, ma bisogna che l’intera umanità si costituisca in unica società, per cercare di trarre il massimo beneficio, prima di tutto per la collettività, poi, di conseguenza, anche per ciascun individuo che la costituisce.

I partiti politici non contribuiscono ad apportare beneficio all’intera umanità e non tendono ad unificarla. Al contrario, sono di parte, schierati, hanno numerosi rivali e tendono ad alimentare lotte intestine all’interno della società umana, ostacolando il progresso culturale e civile.

Lo Stato ideale perfetto dovrebbe coincidere con la società umana terrestre e dovrebbe avere potere assoluto sulle cose, ma nessun potere sulle persone. Ne consegue che ogni cittadino della società umana terrestre dovrebbe avere potere assoluto sulle cose, ma nessun potere sulle persone. Solo in tal modo è possibile raggiungere la vera libertà assoluta. Non esistono altre possibilità o altre forme di vera libertà. Il potere dell’uomo sull’uomo lede la libertà di chi lo subisce. Perciò è inammissibile.