Vi fidate dei politici? Io no.

 

Dopo aver sperimentato questo sistema repubblicano, falsamente democratico (per oltre sessant’anni in Italia, da tempi ancora più lunghi in altre parti del mondo), è ormai fin troppo evidente che non funziona. Abbiamo appurato che tutti, o quasi tutti, gli eletti ad una carica politica di rappresentanza popolare, una volta ottenuto il potere, sembrano aver dimenticato il proprio ruolo di rappresentanza popolare e cioè il motivo per il quale sono stati eletti, trasformandosi in piccoli despoti. Non metto in dubbio che il sistema falsamente democratico è enormemente migliore rispetto alle varie forme di monarchia assoluta o di repubblica totalitaria, come ad es. il regime di Hitler o quello di Stalin. Ciò non basta, però, per poter considerare questi sistemi veramente democratici. È sin troppo evidente che il cosiddetto potere democratico dei cittadini si esaurisce tutto nel momento del voto. Non abbiamo altro potere oltre quello di eleggere i nostri dittatori.

È evidente che il popolo non può avere piena fiducia negli eletti a rappresentarlo, lasciando loro piena libertà, senza avere su di loro il minimo controllo. È ovvio che, finché il popolo continuerà a lasciar loro carta bianca, essi approfitteranno della situazione e faranno i propri porci comodi, senza limiti e senza alcun ritegno.

La prima cosa che ad ogni neo eletto viene in mente di fare è sempre quella di aumentarsi la paga e di accaparrarsi quanto più soldi possibile, da qualsiasi parte e in qualsiasi modo. Gli interessi della collettività vengono dopo, quando ci sono. Per molti, infatti, non esistono proprio, nemmeno all’ultimo posto.

 

Non è per niente facile appurare se sia meglio votare per candidati di destra o per quelli di sinistra. Infatti, se è vero che i partiti di sinistra sono teoricamente più giusti rispetto a quelli di destra, perché si basano su ideali tendenti a far cambiare in meglio il sistema a vantaggio di tutti, è pure vero che i politici di sinistra sono anche quelli che, dopo essere stati eletti, tendono a deludere maggiormente i propri elettori, per aver alimentato in loro maggiori aspettative, molto difficili da realizzare.

 

Forse, in pratica, conviene optare a volte per uomini di destra, a volte per uomini di sinistra, a seconda delle situazioni particolari del momento.

 

Immaginate due candidati ad una carica politica di rappresentanza popolare (a consigliere comunale o provinciale o regionale o al parlamento).

Il primo dichiara di essere un conservatore.

Il secondo dichiara di essere un progressista e di avere intenzione di combattere contro i conservatori, cioè i cattivi, per riscattare gli oppressi, per cambiare il sistema affinché infine possano stare tutti meglio.

 

Chi vota per il primo sa già a che cosa va incontro. Sa già che sta dando il voto ad un egoista, profondamente cattivo, che non intende fare nulla per cercare di far migliorare le condizioni di chi sta male, ma vuol lasciare tutto così com’è, per poter continuare a fare i propri comodi. Chi vota in tal modo può essere indotto soltanto dalla speranza di ottenere dalla persona votata, se sarà eletta, qualche piccolo favore personale. A chi vota in tal modo non importa nulla del popolo, del progresso civile della società, proprio come non interessa alle persone da loro votate.

 

Questo genere di elettore, quindi, rimarrà deluso soltanto se non riuscirà mai ad ottenere i favori personali che gli erano stati promessi prima delle elezioni.

 

Chi vota per un progressista, di solito, si aspetta che questi, una volta eletto, mantenga le promesse fatte prima delle elezioni o, quanto meno, rispetti il proprio ruolo teorico e si impegni veramente a fare di tutto per cercare di far migliorare le condizioni di chi sta male, di far migliorare il sistema affinché, infine, stiano tutti meglio.

Questo genere di elettore, generalmente è portato a farsi maggiori illusioni rispetto al primo. Quest’ultimo, infatti, spera veramente che la persona da lui votata si comporti da progressista e lotti per il bene della comunità, per migliorare il sistema e le condizioni di tutti i cittadini. Perciò ha maggiori probabilità di rimanere deluso.

 

È da considerare, infine, che chi promette e non mantiene è peggiore di chi si presenta come cattivo sin dall’inizio, non alimentando false aspettative e delusioni in nessuno.

 

Tra i due, quindi, è peggiore chi cerca di far credere di essere migliore degli altri e di avere intenzione di combattere per migliorare il sistema, contro i conservatori, per il vero progresso civile della società umana, e poi non solo non mantiene nessuna delle promesse fatte, ma dimostra, infine, di essere egoista e strafottente quanto o più di chi si dichiara conservatore.

 

L’unico modo per superare il problema della scelta del voto, per non dover più essere costretti a cercare di capire quale sarà il male minore tra le varie possibilità di scelta, per non rischiare più di rimanere delusi dai risultati elettorali, per non essere più preso in giro dai falsi rappresentanti, consiste nell’acquisire il potere di controllo sui propri rappresentanti, che saranno così costretti a comportarsi bene, anche se non sono portati a farlo per propria natura. Se proprio non ci riusciranno, potranno anche andarsene a casa.

 

Poiché non è possibile progredire facendo passi da gigante o saltando alcune fasi propedeutiche indispensabili alla preparazione di fasi successive, più evolute, dovremo accontentarci di cominciare da una fase di semplice controllo da parte del popolo sull’operato del parlamento e di tutti i rappresentanti del popolo, anche a livello regionale, provinciale e comunale.

 

La seconda fase, dovrebbe essere, quindi, quella della democrazia completamente diretta.

 

Ulteriori dettagli sull’argomento sono contenuti nel mio libro “Una nuova filosofia per un mondo migliore”.